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Vigonza celebra il sacrificio dei giovani soldati della Grande Guerra

Domenica 3 novembre 2019

E’ basso il cielo, gonfio di nuvole cariche di pioggia, ma i tanti ragazzi della Direzione Didattica e dell’Istituto Comprensivo, sfilano in corteo dietro agli adulti con diverse divise.

All’alza bandiera cantano insieme l’Inno nazionale accompagnati dalla banda che a seguire suona il “silenzio” come segno di rispetto e ricordo.

Il cielo è davvero troppo minaccioso e tutti i presenti confluiscono all’interno del teatro dove il palco è già pronto ad accogliere il grande tricolore che fa da sfondo a quanti animeranno la celebrazione. Le poltroncine del teatro si riempiono rapidamente.

Il breve intervento denso di significato, dell’Assessore alla scuola, lascia subito la scena ai ragazzi della Primaria. Registi di questo momento sono i numerosi insegnanti che li accompagnano sul palco. Gli alunni salgono emozionati a leggere pensieri scritti da loro stessi dopo l’incontro con gli Alpini avvenuto nelle scorse settimane, messaggi e poesie.

Sentire leggere “San Martino del Carso” di Giuseppe Ungaretti, da questi ragazzi di classe quinta è significativo: questa sofferenza non deve ripetersi.

I loro pensieri dimostrano una grande consapevolezza: la Pace è l’unica strada percorribile per l’umanità.

I ragazzi del Consiglio Comunale dell’Istituto Don L. Milani, leggono e interpretano la corrispondenza tra un soldato di Pionca al fronte e la sua amata moglie. Il pubblico percepisce il pathos e la grande umanità che vengono comunicati dal pur semplice linguaggio dei protagonisti.

Gli adulti, rappresentanti delle forze armate, gli amministratori, le diverse associazioni di combattenti e reduci, lasciano ai ragazzi tutto il tempo e lo spazio sul palco. E’ un segnale, loro sono il nostro futuro e deve essere di Pace.

Il Sindaco, al termine, ringraziando i ragazzi e i docenti cita le nostre forze armate come corpo di pace e chiude il suo breve discorso con Viva l’Italia, Viva l’Europa, Viva la Pace.

 

Alcuni pensieri scritti dagli alunni:

 

UN GRANDE SACRIFICIO

La guerra è uno sbaglio, un’ingiustizia.

È vittoria e sconfitta.

La guerra è senza perdono,

senza pietà.

Non favorisce,

non fa differenza tra nobili e calzolai.

 

Trincee e labirinti furono le vostre case.

Molti di voi rimasero senza identità,

dimenticati dal mondo,

lapidi vuote.

Quando la paura bussò alle porte di voi cittadini

le armi vi chiamarono

come cani all’osso.

Un dovere, un obbligo.

Oltre 10 milioni di voi non tornarono a casa.

Non riabbracciarono mogli e figli

solo per una voglia … un capriccio.

 

Niente di terreno vi ricompenserà mai abbastanza.

Dobbiamo ricordarci di voi.

Avete segnato la storia,

cambiato il futuro

Il nostro compito è quello di ricordare

per non ripetere.

L’uomo non è cambiato.

Eravamo e siamo attratti da due magneti

quello del bene e quello del male

La scelta è nostra.

Io sono solo un puntino nell’infinito,

un nome su una grande lista

Ma io, noi tutti possiamo aiutarvi

A non rendere invano il vostro grande sacrificio

 

 

LA GRANDE GUERRA

La Grande Guerra è brutta, non bella,

con il fuoco delle mitragliatrici o ancora peggio.

 

Molti cadaveri sepolti,

10 milioni di morti innocenti.

 

Ragazzi giovani chiamati per combattere,

e alcuni non sono più tornati dalle proprie famiglie.

 

C’era paura, male e disperazione,

persone che chiedevano aiuto.

 

C’erano bombardamenti continui,

condizioni di vita difficili.

 

I soldati affamati pur sentendo la mancanza della famiglia,

lottarono per noi.

 

La pace di oggi

La dobbiamo a Loro.

 

La Grande Guerra è stato un grande sbaglio

Non si deve ripetere più.

 

 

 

 

Il 4 novembre, festa dell’Unità Nazionale,

si ricorda la fine della prima guerra mondiale.

Han combattuto per unire il nostro Paese,

in nome della bandiera l’esercito non si arrese.

Han patito la fame, dividendosi le poche patate,

solo poco caffè per sparare le fucilate.

Veloci correvano in aiuto

di chi prima era caduto;

un senso di fratellanza ci hanno donato

e molto coraggio han dimostrato.

Grazie a loro noi oggi in pace viviamo

e tanto rispetto a loro portiamo.

Avete visto ciò che la guerra può provocare?

Vale la pena in questo modo litigare?

 

 

 

Cari soldati caduti,

so che la Grande Guerra è stata un incubo, anzi, sembrava di essere all’inferno.

Vi sarete chiesti: - Cosa abbiamo fatto di male per meritarci questa guerra?

Vi capisco, lasciare le vostre famiglie non è stata cosa da poco!

Vi siete sacrificati, siete partiti per la guerra e in cambio avete ottenuto una croce.

Avete dormito in trincee strette e fangose, avete sopportato la sporcizia e la fame.

Non so proprio come avete fatto a vivere in quelle condizioni!

Proprio per questo vi dico un sincero GRAZIE!

Grazie per tutto ciò che avete fatto per portare la pace nel mondo.

È stato un enorme sacrificio, avete provato dolore e sofferenza, ma per un buon motivo: oggi la nostra bandiera è salva!

Siete stati la nostra salvezza: la vostra speranza nella Patria e nella pace è stata preziosa per noi.

 

 

 


Pubblicata il 05 novembre 2019

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